Sono
numerosissimi i siti archeologici presenti
in Molise. Uno dei siti paleolitici più
importanti al mondo si trova ad Isernia,
con l’eccezionale insediamento di
“La Pineta”, dove, un milione
di anni fa, viveva l’Homo Aeserniensis,
che ha dato attuazione al primo conglomerato
abitativo-sociale, alla prima forma di
bonifica, al primo uso del fuoco, al primo
impiego dei colori a fini estetici.
Poco distante
da Campobasso e Isernia si trova Sepino.
In età antica era presente in questi
luoghi la città romana, che ora
è in parte dissepolta, detta Saepinum,
nata a sua volta sulle rovine di un insediamento
sannitico. Qui è possibile ammirare
i resti archeologici e monumentali di
un passato ricco di storia (il foro, la
basilica, la porta di Boiano, parte della
cinta muraria e di alcuni edifici).
Presso il
fiume Trigno, si erge il complesso di
S. Maria del Canneto. Il complesso del
santuario comprende altri edifici che
ci aiutano a capire le frequentazioni
del sito nella storia: infatti esistono
nelle adiacenze i resti di una villa romana.
La sua origine si fa risalire al I secolo
a.C., epoca in cui il Sannio entrò
a far parte dell’impero romano.
Il complesso
architettonico di Pietrabbondante è
ritenuto l’esempio più pregevole
di arte sannitica fin ora conosciuto.
Esso dimostra che tra i Sanniti, popolo
ricordato soprattutto per le sue imprese
belliche contro Roma, vi erano anche artisti
capaci di competere con quelli greci e
romani, oltre che noti guerrieri. Il complesso
si estende al di fuori dell’attuale
centro abitato, in una zona molto pittoresca
e dall’aria particolarmente salubre,
data la sua altitudine di circa 1000 m.
L’attenzione del visitatore è
colpita innanzitutto dal tempio ma, spaziando
con lo sguardo, non si può far
a meno di notare il teatro, ad esso antistante,
ed i resti di un altro tempio, di epoca
anteriore e di dimensioni minori rispetto
al primo.
L’anfiteatro
romano di Larino si trova nella zona di
Piana S. Leonardo, cuore dell’antica
Larinum e zona ricca di interesse culturale
ed archeologico. La sua costruzione risale
agli anni compresi tra l’80 e il
150 d.C, quando a Roma regnavano gli imperatori
della dinastia dei Flavi. L’area
dell’anfiteatro riveste un’enorme
importanza dal punto di vista archeologico.
Oltre all’edificio romano, gli scavi
hanno riportato alla luce tracce di una
necropoli antichissima (VIII-VI secolo
a.C.) e altri reperti di epoca arcaica
ed ellenistica, che dimostrano la frequentazione
preromana dell’area.
L’area
archeologica di San Vincenzo al Volturno
è situata nella piana di Rocchetta
al Volturno, vicino alle sorgenti del
Volturno. Le campagne di scavo hanno evidenziato
un complesso di enorme importanza, riportando
alla luce l’impianto originario
dell’Abbazia, fondata nell’VIII
secolo e che fu tra le maggiori città
monastiche d’Europa, con circa 400
monaci. |